Arrivata a pagina 55 avevo tutta l'intenzione di umiliarlo questo libro...lo avrei chiuso a meta' ed abbandonato. Non mi diceva niente di nuovo, niente di intelligente, niente su cui valesse la pena riflettere...e poi, chi e' questa Alessandra Di Pietro? Una che scrive su "Gioia" e che prova a farla diventare una rivista moderna e senza tabù... Mah... Non mi convinceva affatto.
Ho continuato a leggere, mi hanno insegnato che lasciare un libro a meta' e' un affronto per lo scrittore e per il lettore ( mi scuserà Pennac che la pensa diversamente), e continuando ho cominciato a pensare alle donne a cui avrebbe detto cose nuove e sconvolgenti, prive di alcun giudizio, alle donne che invita a sperimentare, a non chiudersi dentro etichette e gabbie, a non negarsi il piacere, l'amore per il proprio corpo e per i corpi degli altri. Ho riflettuto sullo stimolo costante a non mentire a se' stesse, a non lasciarsi spaventare dalla competizione, dall'omologazione, dalle chiacchiere e dai pregiudizi.
Alessandra Di Pietro e' una donna, e parla alle donne con delicatezza e semplicità. Non si può non ringraziarla con un sorriso.
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